Sono andato a vedere con qualche perplessità l'ultimo film del regista del sopravvalutato "Sideways",osannato negli USA,in odore di molti premi Oscar.
Ambientato nell'arcipelago delle Hawaii,in bilico tra la natura incontaminata e la speculazione edilizia,la storia del bravo avvocato,marito assente inconsapevolmente cornificato dalla moglie che all'inizio del film è già in coma irreversibile,padre in affanno con le figlie adolescenti sempre trascurate,circondato da un suocero iracondo, da una mite suocera in preda alla demenza senile e da un nugolo di cugini e parenti comproprietari di un paradisiaco angolo di un isola ansiosi di liberarsi della proprietà e di intascare un bel gruzzolo,ha tutti gli ingredienti per scadere nel solito stereotipato film americano.
Ci si avvicina spesso,ma riesce a tenersene lontano grazie a una sceneggiatura alleggerita dai mezzi toni e da un pizzico di ironia specialmente nella ricerca del rivale con cui la moglie lo ha tradito.
Il mitico George Clooney è bravo a calarsi nella parte per lui inconsueta.
In definitiva il film riesce ad essere abbastanza godibile,a tratti divertente e non amaro come dice il titolo italiano che nulla ha a che fare con quello originale e laconico:"The descendants".
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eugemari il 22/2/2012 alle 10:20 | |